domenica 9 agosto 2020

Blog Tour - Versi e poesie delle sorelle Brontë, contenuti extra

 

[Immagine: Wikipedia]

L’introduzione.

Haworth, novembre 1904

Prese dunque le disposizioni necessarie, decidemmo di approfittare del primo giorno possibile per la nostra spedizione. Una vera tormenta nordica ci stava infatti accogliendo con il benvenuto abituale delle brughiere. Attendere il bel tempo sarebbe stato sconsiderato, oltre che vile. Il sole, a quel che capisco, splendeva assai di rado sulla famiglia Brontë e, se mai avessimo dovuto scegliere una giornata davvero bella, avremmo dovuto tener conto del fatto che cinquant’anni fa, a Haworth, le belle giornate eran davvero poche, e che perciò, per amore di comodità, stavamo ripulendo il quadro di almeno metà delle velature che l’offuscavano.

A introdurre i capolavori delle sorelle Brontë, all’interno del volume dedicato loro dalla Mondadori per la collana Oscar Draghi, troviamo un articolo di inestimabile valore, scritto da niente poco di meno che la grande Virginia Woolf, in veste di critica, in occasione della sua visita nei pressi di Haworth, il luogo che ispirò le ambientazioni negli scritti delle tre sorelle.

La Woolf ci descrive un luogo non cupo, bensì scialbo e anonimo.

Le sue case, erette tutte in pietra d’un colore tra il bruno e il giallognolo, risalgono agli inizi del diciannovesimo secolo. Ascendono erte nella brughiera, passo dopo passo, in piccole file distinte, mantenendosi a una certa distanza l’una dall’altra, di modo tale che la cittadina, anziché creare una macchia compatta sullo sfondo del paesaggio, pare quasi abbia voluto ghermirne tra le sue grinfie un bel tratto.

Virginia Woolf ci fa immergere nell’ambientazione che fece da sfondo non solo alle opere, ma anche alle vite della famiglia Brontë. Famiglia che ebbe una sorte senz’altro sfortunata, una morte dopo l’altra, e che vide il padre, il reverendo Brontë, l’unico a sopravvivere a tutti i figli.

Haworth [Immagine: Viator.com]

Vite convergenti

Caso più unico che raro nella storia della letteratura universale, l’apparizione a metà Ottocento di un complesso organismo poetico-romanzesco magicamente germinato – come la pianta di fagioli della fiaba – nella notte oscura di un protratto isolamento sociale e culturale non tardò a mettere a rumore l’intero establishment letterario britannico, gettando così le basi di un mito della modernità destinato a durare ben oltre il vittorianesimo. Ma mito – sarà appena il caso di ricordarlo – sostanziato di tragedia, e la cui rapida, irresistibile ascesa affonda le sue radici nella dolente zolla di circostanze biografiche eccezionali.

Segue poi una vera e propria cronologia, non solo biografica, ma anche letteraria.

Nel 1816 nasce Charlotte, preceduta da Maria ed Elizabeth e seguita da Branwell, unico maschio, Anne ed Emily.

Si pone dunque l’attenzione su una vita lastricata di tragedie: malattie, dipendenze, morti premature, figli mai venuti alla luce. Tutti elementi che senz’altro, fino alla fine della stirpe della famiglia Brontë, furono riflessi nelle opere, spesso cupe e veri e propri atti di ribellione a una vita sin troppo banale ma al contempo intrisa di grandi e generalizzate sofferenze.

[Immagine: Altritaliani.net]

Le poesie.

Anne Brontë

Le prime tre poesie in cui subito dopo ci imbattiamo sono quelle di Anne Brontë:

-         Farewell to thee! [Addio a te!]

-         The Consolation [Consolazione]

-         Vanitas Vanitatis etc. [Vanitas Vanitatis...]

Anne scrisse solo poche poesie, pubblicate con lo pseudonimo maschile di Acton Bell (fecero lo stesso le due sorelle).

Leggendo i suoi versi traspare l’orgoglio di una donna forte e determinata, delusa dalla natura delle relazioni umane, profondamente legata alla sua terra, intelligente e vaso di un infinito numeri di emozioni. Poesie forti, immediate, che lasciano ben poco spazio all’interpretazione. Sono da assaporare, parola per parola. Mi sono innamorata in particolare di Consolazione,

ma so che c’è una casa amica: questa

sarà la quiete dopo la tempesta,

Versi che mi hanno turbata e commossa allo stesso tempo, la consapevolezza di una donna forte ma sofferente, di poter trovare una “consolazione”, quella riposta nella sua casa e nella sua famiglia.

 

[Immagine: Pinterest]

Emily Brontë

Subito dopo il romanzo Agnes Grey, troviamo, in ordine, tre poesie della sorella, Emily:

-         High waving heather ’neath stormy blasts... [Piegata da un vento di tempesta]

-         No coward soul is mine [Non è vile la mia anima]

-         Often rebuked… [Respinta spesso]

Sicuramente diverso è lo stile di Emily rispetto a quello di Anne, ma allo stesso modo potente, forse più struggente, da cui traspare una varietà di emozioni consoni a quella che fu la sua breve vita. Abbiamo conosciuto la considerazione che la donna ebbe dell’Amore grazie al suo romanzo Cime Tempestose (trovate un articolo inerente sul blog). Ma in lei c’era molto di più: come per la sorella, il suo amore sconsiderato per la terra ove crebbe, assieme al fratello e alle sorelle tanto amati. In particolare, in Often rebuked…, appare un forte legame con la natura, che pare così tanto in simbiosi con i suoi sentimenti. Ma anche una forte credenza religiosa, come si evince in No coward soul is mine.

Con amore che tutto abbraccia

 il tuo spirito anima gli anni dell’eternità

 pervade e in alto si libra,

 muta, sorregge, dissolve, crea e serba la vita

 

Charlotte Brontë

Per quanto riguarda l’incommensurabile bellezza dei versi, non è da meno Charlotte. Ecco le sue poesie contenute nel volume:

-         Stanzas [Stanze]

-         Morning [Mattino]

-         All is change… [Tutto muta]

Anche nelle sue poesie traspare intimità, passione, dipinte sull’ambientazione dello Yorkshire. In particolare, in All is change… traspare una sensibilità, non mi vergogno di dire, alquanto unica. La solitudine caratterizza tutte e tre le sorelle, ma Charlotte in ciò appare più matura, più sofferente. Una sensibilità attuale in cui ci si può benissimo rispecchiare ancora oggi se proprietari di un’anima pura come pare quella di Charlotte.

È questa l’aspra legge di natura:

nessuno può sfuggire alla sventura;

distilla il dolce, e poi cupi pensieri.

Siamo liberi tutti – e prigionieri.

La poesia delle sorelle Brontë viene catalogata come romantica, della corrente del Romanticismo, ma ciò che traspare dalle opere Brontiane è che, come per quanto riguarda i loro romanzi, le tre ebbero sempre quel qualcosa in più, che non permise che si omologassero perfettamente alla società della loro epoca. I loro versi continuano a descrivercele come ribelli, sensibili alle delusioni che la vita presentò loro.

Nel volume edito Mondadori, troviamo le poesie sia nella loro versione originale, quindi in lingua inglese, sia tradotte in italiano.

Oltre ai contenuti già presentati e ai loro tre romanzi più famosi, il libro è arricchito di illustrazioni e immagini che ben si sposano con tutta l’atmosfera del volume stesso.

Quella che avete appena letto, e se siete arrivati sin qui vi ringrazio, è l’ultima tappa del Blog Tour organizzato in collaborazione con Mondadori in occasione dell’uscita, il 25 agosto, del volume Sorelle Brontë. I capolavori delle impareggiabili penne sororali.

Mondadori - Collana Oscar Draghi

Se avete perso qualcuna delle tappe precedenti vi lascio un piccolo riepilogo delle tappe, anche sugli altri blog partecipanti, dove troverete anche tutte le informazioni più tecniche riguardo quest’uscita.



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